Mi sa che mio padre ha letto il post sull’importanza della vitamina C in gravidanza…Che dite?
Ho fotografato parte di arance e limoni che mi ha portato dal suo giardino napoletano…Ne farò indigestione!
Anzi..farò una crostata di frutta!
Mi sa che mio padre ha letto il post sull’importanza della vitamina C in gravidanza…Che dite?
Ho fotografato parte di arance e limoni che mi ha portato dal suo giardino napoletano…Ne farò indigestione!
Anzi..farò una crostata di frutta!
Come vi scrivevo in altre occasioni, ogni tanto mi prende voglia di qualcosa di particolare, ma per il momento, sempre cose che avevo in casa o che potevo facilmente preparare con gli ingredienti che mi trovavo in dispensa.
Oggi mi è presa voglia di culurgiones di patate.
Avevo assaggiato questi maxi-ravioli in sardegna l’nno scorso e mi ero sempre promessa di imparare a prepararli.
Vi scrivo la ricetta ed allego la foto finale. Buon appetito!
Ingredienti per 6 persone
Per il ripieno:
2 spicchi d’aglio
1 kg di patate rosse
7-8 foglie di menta
300 gr di pecorino stagionato grattuggiato
mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
Per la pasta:
1 dl di acqua
300 gr di farina
1 cucchiaio di sale
Preparazione del ripieno
Bollire le patate in acqua salata, una volta cotte e raffreddate sbucciarle e schiacciarle con uno schiacciapatate; versare la purea in un contenitore e aggiungere gradatamente l’olio, l’aglio e la menta tritati molto sottili.
Aggiungere il pecorino e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciate riposare l’impasto in frigo mentre si prepara la pasta.
Preparazione della pasta
Disporre la farina a fontana su una spianatoia, aggiungere l’acqua e lavorare fino a quando l’impasto avrà raggiunto una certa elasticità che consentirà di essere stirato in sfoglie sottili.
Dopo aver steso la pasta in fogli di circa 3-4 mm di spessore, ricavare tanti dischetti di 7-8 cm di diametro (va bene ad esempio usare come stampo un bicchiere capovolto). Unire pollice ed indice di una mano e posizionarci sopra un dischetto di pasta. Porre nel dischetto, dove c’è l’incavo tra le due dita, un cucchiaio di impasto precedentemente preparato. Con l’altra mano chiudere la pasta pizzicandola lungo i bordi, un lato per volta. Il risultato finale sarà un raviolo dalla forma tipo spiga.
Cuocere i culurgiones in acqua salata per 5 minuti, scolarli quando vengono a galla.
Condire con burro e salvia facendo sciogliere, durante la cottura dei culurgiones, il burro in una padella, aggiungendo 5-6 foglie di salvia e facendo attenzione a che la salvia non bruci.
Servire con parmigiano o con altro pecorino grattugiato a seconda dei gusti.
Suggerimenti
I culurgiones possono essere con diti anche con sugo pomodoro e basilico.
Alcune varianti della ricette, a seconda delle zone della sardegna, prevedono nell’impasto, insieme alle patate, la cipolla invece dell’aglio, precedentemente fatta appassire in padella.
Visto che i culurgiones ricordano la forma di una spiga, una volta cotti potete disporli su un piatto da portata a spina di pesce, in modo da ottenere una spiga gigante, oppure in un piatto tondo potete creare una specie di fiore.
Mi sono chiesta se inviare questo post visto che l’argomento non è certo piacevole. Però ho messo da parte quell’inutile senso di pudicizia e ho cliccato su “pubblica”!
Non intendo sponsorizzare prodotti, non ci guadagno niente, mi fa solo piacere condividere una esperienza di successo! 🙂
Mezz’ora prima di colazione ho preso per 10 giorni 1 bustina di Yovis 1g fermenti lattici sciolta in succo di frutta a pera a temperatura ambiente.
A colazione sto mangiando latte appena tiepido con i bastoncini di fibre Kellog’s All Bran e 4 prugne secche Sunsweet messe in ammollo in acqua dalla sera precedente.
Certo per me passare dalla colazione con i frollini al cacao e gocce di cioccolato ai bastoncini di crusca è stato un trauma, ma se mi evita le coliche direi che il sacrificio vale la pena!
Durante la mia degenza in ospedale, quando sono stata trasferita dalla sala parto al reparto ginecologico (vedi post del 22 maggio 2010), ho avuto la fortuna di trovarmi in stanza con altre ragazze della mia età o poco più grandi ed ero l’unica, di sei, ad essere in gravidanza; le altre lo erano state e avevano perso il bambino da poco, chi in un modo chi nell’altro 😦
Accanto alla nostra stanza erano ricoverate le neo – mamme e due o tre volte al giorno vedevamo passare in corridoio nelle cullette i loro neonati per l’allattamento. Ogni volta che sentivo i vagiti dei piccoli mi chiedevo cosa stessero pensando le mie compagne di stanza, chi in attesa di un raschiamento, chi di una operazione un po’ più complicata che rischiava di degenerare in isterectomia…
Devo dire che in più di una occasione hanno mostrato molta sensibilità nei miei riguardi pensando che i loro discorsi, legati alle loro recenti brutte esperienze, potessero mettermi ansia o comunque rattristarmi. A dire il vero certo non mi rallegrava sentire come avevano perso il bambino, chi alla ottava settimana, chi al quarto mese…, mi dispiaceva per loro e cercavo di non ostentare la mia gravidanza.
Nonostante tutto le mie compagne di stanza erano molto più gioviali e predisposte al sorriso delle neo – mamme nella stanza a fianco. Mi sono chiesta perché! Strano, vero? Se mi avessero chiesto di scegliere a scatola chiusa in quale stanza andare, in quella delle neo-mamme o con cinque donne che mamme non lo erano più, avrei scelto di sicuro la prima. Ed avrei sbagliato!
Nella sofferenza di ognuna di loro c’era la speranza e la forza di ricominciare, la gioia di sapere che a casa c’era un altro figlio/a ad aspettare la loro mamma o, comunque, la consapevolezza che la vita è fatta anche di brutte esperienze ma che vale la pena di essere vissuta col sorriso.
Grandi! In bocca al lupo!
“Il bambino è buono è la mamma che fa casini”
Ciao a tutti, sono tornata! Vi chiederete “da dove?”…
Lunedì scorso mi sono sottoposta all’amniocentesi in un noto ospedale di Roma, alle 8 del mattino ero lì, puntuale come un orologio svizzero, accompagnata da mio marito; alle ore 10 è arrivato il mio turno, ero la quinta mamma di sei…
Ero un po’ preoccupata per il rischio connesso all’esame in sé ma i dottori mi hanno subito messo a mio agio, inoltre il mio ginecologo era stato tanto premuroso da venire ad assistere al mio esame e questo mi tranquillizzava.
Ed eccomi allora sdraiata sul lettino con la pancia scoperta che guardavo il monitor dell’ ecografo…Pallino si muoveva a desta e a sinistra ed apriva e chiudeva le braccia e le gambine…ed io cercavo telepaticamente di suggerirgli di stare fermo; appena i dottori hanno cominciato a cospargermi la pancia di quel disinfettante giallognolo, Pallino si è tutto rannicchiato sul lato sinistro lasciando tanto, ma tanto spazio per infilare l’aghetto (di 5-6 cm) nella mia pancia.
Il prelievo è stato rapido ed indolore, ho sentito solo una piccola puntura sulla pancia e subito dopo una seconda puntura che ha creato dentro di me un rumorino come quando si buca un palloncino d’acqua. L’esame in totale è durato meno di 10 minuti perché Pallino è stato tanto buono da mettersi subito da un lato, fermo, in attesa che l’ago uscisse dalla sua casetta.
L’infermiera mi ha pulito dal disinfettante in eccesso e mi ha mandato in una saletta, con le altre mamme, dove sarei dovuta rimanere sdraiata un’oretta prima di essere dimessa.
Uscendo dalla sala prelievi avevo anche tranquillizzato mio marito che era tutto ok, così lui si è allontanato per un’oretta per motivi di lavoro, poi sarebbe passato a prendermi appena dimessa.
Nella saletta con le altre mamme abbiamo cominciato a parlare del più e del meno, tra una telefonata e l’altra a genitori e parenti per tranquillizzarli sul buon esito dell’esame in sé. Dopo meno di un quarto d’ora che ero lì ho cominciato a sentire delle fitte, via via più intense, prima all’altezza dei fianchi, poi più in basso e poi si sono concentrate sul lato sinistro dell’addome, tra il rene ed il pube…Al che mi sono alzata con cautela per avvertire il medico…sono arrivata fuori alla sala prelievi giusto in tempo per … svenire! Non ero mai svenuta finora!
Mentre riprendevo conoscenza sentivo i medici che cercavano di contattare il mo ginecologo e che si informavano con una certa animosità sulla disponibilità della sala parto! Io ero molto confusa, tremavo e sudavo allo stesso tempo e non riuscivo a stare distesa sul lettino per i forti dolori addominali. Le due infermiere cercavano di tenermi ferma per infilarmi l’ago-cannula su un braccio – per farmi flebo di antidolorifici e antiinfiammatori – e per prelevarmi il sangue sull’altro.
Nel delirio io chiedevo di recuperarmi la borsa nella saletta di attesa dove avevo il cellulare per avvertire mio marito…
Nel frattempo era arrivato il mio ginecologo e le infermiere hanno cominciato a cercare anche mio marito nella sala di attesa nella speranza fosse rientrato (non volevano che lo avvertissi al telefono per non farlo spaventare inutilmente).
Ho un ricordo confuso di cosa sia successo nella stanza e di quanto tempo sia passato…ad un certo punto è arrivato mio marito…io non avevo la forza di parlare, ricordo solo di avergli chiesto di chiamare mia madre, pensavo di morire, sul serio (che stupida!)…non so se poi l’ha chiamata, credo di no.
Tutti in quella stanza, medici e infermieri, erano preoccupati che avessi contrazioni uterine dovute all’amniocentesi…poi hanno supposto che fosse una colica renale perché il dolore arrivava dal fianco sinistro e mi faceva male la schiena…”In trent’anni di esperienza non ci è mai capitata una coincidenza così: una colica in concomitanza ad una amniocentesi”, dicevano i due dottori che mi hanno fatto il prelievo del liquido amniotico.
Nel frattempo si era liberata la sala parto! Ma allora era vero!?!? Volevano portarmi in sala parto?!?! Aiuto?!?! Mica dovevo partorire?!?! Sentivo tutto ma non riuscivo a chiedere il perché! Verso le 16 le coliche sono finalmente terminate, mi sono sentita meglio ed ho anche capito che ero in sala parto solo perché… non c’era un altro posto libero in reparto…
Hanno permesso a mio marito di starmi vicino, tutto bardato di cuffietta, camice e copri scarpe sterili.
Quando è passato il dottore che mi aveva fatto l’amnio gli ho chiesto come stava Pallino e lui ha risposto: “Il bambino sta bene ed è buono, è la mamma che fa casini!”
Mi ha strappato un sorriso!
Verso le 18 mi hanno trasferito in reparto, perché si era liberato un posto letto; sono rimasta in ospedale 4 giorni in osservazione, i dolori che ho avuto sono stati causati da una colica addominale e non hanno niente a che vedere con l’amnio…meno male! Pallino sta bene e la sua mamma pure, anche se fa sempre casini!
Continuo a sentire nello stomaco quella sensazione di “acquario” con i pesciolini… “pallino” comincia a muoversi appena io mi fermo.
I miei capelli sono diventati più morbidi ed ho l’impressione, piacevole, che la crescita dei peli superflui sia rallentata.
Ancora si riconosce la differenza tra la vita e i fianchi, forse tra un po’ sembrerò quasi uno scaldino a gas.
“Pallino” ancora non mi ha fatto capire con certezza se è maschietto o femminuccia e dovrebbe pesare circa 130-140 gr a fronte dei miei 61 (+ 4kg dal peso di partenza)!
Stamattina mi sono svegliata con la voglia di bignè!
Devo dire che “pallino” è geniale! Mi fa venire voglie solo di cose facilmente reperibili o semplici da preparare. Infatti avevo comprato una confezione di bignè vuoti qualche giorno fa…
Allora visto che mi sono svegliata all’alba – stanotte non ho dormito molto – mi sono subito data da fare.
Vi scrivo la ricetta, nel caso dovesse prendere voglia anche a voi.
Ingredienti:
1 confezione di bignè vuoti già pronti da 100 gr
Per la crema pasticcera (farcitura):
4 tuorli d’uovo
3 cucchiai di farina
100 grammi di zucchero
1/2 litro di latte
1 scorza di limone ben lavata
1 bustina di vanillina
Per la guarnizione:
150 gr di cioccolato da fondere a bagnomaria (io ho usato gli avanzi delle uova pasquali che conservavo in frigorifero, un po’ al latte, un po’ fondente)
3 o 4 cucchiai di panna liquida Hoplà fredda (non montata)
1 noce di burro
Preparazione:
1. Preparare la crema pasticcera:
Lavorare direttamente in un pentolino (a fuoco spento) i tuorli con lo zucchero con una frusta fino ad ottenere una cremina omogenea. Unire la farina e mescolarla con la frusta. Accendere il fuoco a fiamma bassa e cominciare a versare il latte a temperatura ambiente un po’ per volta continuando sempre a mescolare con una frusta manuale per evitare che si formino i grumi che rovinerebbero l’aspetto ed il sapore della crema. Quando la crema è pronta – ovvero è diventata consistente – eliminare la buccia di limone, che altrimenti la renderebbe amara, e lasciarla raffreddare.
2. Preparare la guarnizione:
Nel frattempo sciogliere a bagnomaria la noce di burro e poi aggiungere il cioccolato a pezzi piccoli. Alla fine aggiungere un po’ di panna liquida per ottenere un composto meno denso.
3. Farcire i bignè con la crema pasticcera utilizzando una apposita siringa per dolci.
4. Decorare i bignè con il cioccolato liquido.
5. Fermi!!! Non potete già mangiarli! Abbiate pazienza di lasciarli raffreddare in frigo per almeno un’oretta!
In questi giorni ho letto molto sull’alimentazione in gravidanza e parecchie riviste consigliano l’assunzione, tra altri integratori, anche della vitamina C. A dire il vero esistono integratori completi che contengono, oltre all’acido folico, vitamina C ed E, vitamine del gruppo B e D e minerali quali ferro, zinco, manganese, iodio, fluoro…
Ma perchè è importante la vitamina C anche in gravidanza?
– Innanzitutto perchè è un antiossidante, cioè protegge le membrane delle cellule dell’organismo dall’azione nociva dei radicali liberi
– Facilita l’assorbimento del ferro nell’organismo
– Favorisce anche la produzione del collagene, la sostanza che unisce saldamente le cellule dando origine al processo di formazione dei tessuti e degli organi (pelle, tendini, cartilagini, ossa, denti, vasi sanguigni); protegge la vitamina A, la vitamina E ed alcune vitamine del gruppo B dall’ossidazione
– Inoltre controlla la sintesi degli ormoni della tiroide e del surrene
– E’, infine, necessaria per la conversione della vitamina B9 (acido folico) nella sua forma attiva
Comunque sia meglio non assumemere integratori anche se sembrano “naturali” senza il consiglio del proprio medico e/o ginecologo.
A me il ginecologo ha consigliato l’assunzione, una volta al giorno, di “multifolico”, che contiene acido folico, vitamine e minerali necessari durante il periodo della gravidanza.
Si tratta di un delizioso tortino al cioccolato che piace tanto ai bambini ma anche alle mamme. E’ facile da preparare, meno di un’ora, e gli ingredienti sono semplici da recuperare. Le mamme si possono divertire a farsi aiutare dai bambini nel prepararlo…è molto goloso e lo è anche la preparazione! L’unica accortezza necessaria è procurarsi uno stampo rotondo con incavo su fondo.
E’ una delle ricette migliori di mia cugina…è una pasticcera provetta!
Ingredienti per uno stampo rotondo da 28 cm:
Per l’impasto:
100 gr di farina
100 gr di cioccolato fondente grattugiato
3 uova intere
150 gr di zucchero
100 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente
Per la copertura:
200 gr di panna liquida per dolci es Hoplà (non va montata)
250 gr di cioccolato al latte fuso a bagnomaria
30 gr di burro da fondere insieme al cioccolato
Preparazione:
Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti elencati per l’impasto con una frusta elettrica fino ad ottenere un composto omogeneo. Infornare per massimo 30 minuti in forno a 170° dopo aver versato il composto nella teglia imburrata ed infarinata. Controllare la cottura con uno stuzzicadenti, quando il tortino è quasi pronto comincia a farsi una crosticina più chiara sulla superficie. Lasciare raffreddare il tortino nell stampo.
Nel frattempo sciogliere a bagnomaria una noce di burro di ca 30 gr ed aggiungere poi il cioccolato al latte a pezzetti. Mescolare fino a che non si sia sciolto completamente. Versare il cioccolato in una ciotola (va bene anche se è ancora caldo) ed aggiungere 200 gr di panna liquida fredda (appena tolta dal frigorifero). Mescolare fino ad ottenere una crema morbida.
Capovolgere il tortino, che nel frattempo si è raffreddato, su un piatto e versare nell’incavo la crema golosa al cioccolato, livellandola per bene.
Lasciare il tortino in frigo un’oretta prima di servire.
Può essere un’idea per la festa della mamma decorandolo, ad esempio, con panna montata e fragoline di bosco.
Viva la mamma!
La festa della mamma è alle porte! I più previdenti hanno già pensato al regalo, i più distratti o coloro che come me vanno sempre di corsa, ci devono ancora pensare.
La mamma è una persona speciale e per questo scegliere un regalo non è facile: vogliamo per lei una cosa che le faccia davvero piacere.
Allora deve essere un regalo “ragionato”. Cominciamo a chiederci cosa le serve, cosa le può fare piacere?
Se si tratta di una mamma che ama stare in cucina si può pensare ad un robot da cucina “tuttofare”, che impasta o che fa la pasta fresca o un frullatore per fare tanti gustosi frullati di frutta ora che arriva l’estate o una centrifuga per fare succhi dissetanti…
Si potrebbe pure pensare di regalarle una aspirapolvere o una macchina per caffè e cappuccino, ad esempio di quelle programmabili.
Se il budget non è contenuto si può pensare a regali più economici. A esempio io ho da poco provato una caraffa filtrate per l’acqua del rubinetto (50 euro circa compresi 8 filtri di ricambio) che mi ha fatto dimenticare le pesanti bottiglie di acqua minerale.
Se le si vuole fare un semplice pensierino si può pensare ad un grembiule da cucina con guanto per non scottarsi o ad un carrello porta spesa…
Se la mamma ama leggere le potreste regalare un buon libro del genere che preferisce o un abbonamento alla sua rivista preferita.
Se è una mamma sportiva le si può rinnovare l’abbonamento alla palestra o alla piscina o un week end in una beauty farm…oppure solo una confezione di creme di bellezza per il corpo per la preparazione all’esposizione solare.
Alle mamme più tecnologiche può far piacere un Iphone o una macchinetta fotografica digitale o un lettore mp3, una cornice digitale…o anche solo un CD della sua musica preferita.
Se la mamma adora i gioielli e gli accessori le si potrebbe regalare un foulard, una cintura particolare, un gioiello Morellato (www.morellato.com) o della Guess (www.guess.com), della Breil (www.breil.com)…
Se è una mamma che veste classico-elegante potrebbe gradire un buono per una camicia su misura con le iniziali…a Roma consiglio vivamente “Antichi Telai “ http://www.antichitelai.it .
Naturalmente, qualunque regalo voi decidiate per la mamma non dimenticate il biglietto di auguri!!