Oggi ho voglia di… tagliolini alla siciliana

E’ da qualche giorno che mi balena per la mente una ricetta molto semplice e buonissima.

Ho comprato 500 gr di tagliolini di pasta fresca all’uovo, 3 melanzane e una mozzarella. Ho fatto un  sugo con pomodoro, basilico e con 2 melanzane sbucciate e tagliate a funghetti (le bucce non le ho buttate, le ho fritte per usarle per decorare il piatto).  Una terza melanzana l’ho tagliata a fette e le ho fritte (buoooooooooone le melanzane fritte). 

Ho preso un tegame di alluminio (uno di quelli un pò alti che si usa per cuocere il pollo intero), l’ho rivestito delle fette di melanzane fritte. Nel frattempo ho cotto i tagliolini e li ho conditi col sugo preparato, li ho poi disposti nel tegame sopra lo strato di melanzane aggiungendo anche un pò di mozzarella a dadini.

Sopra i tagliolini ho messo le altre melanzane fritte a fette ed ho aggiunto un pò di sugo.

Ho infornato per circa 30 minuti e poi….eccoli in foto. Abbiamo mangiato tutto, non è avanzato niente (eravamo in 5)!

Culurgiones di patate con burro e salvia

Come vi scrivevo in altre occasioni, ogni tanto mi prende voglia di qualcosa di particolare, ma per il momento, sempre cose che avevo in casa o che potevo facilmente preparare con gli ingredienti che mi trovavo in dispensa.

Oggi mi è presa voglia di culurgiones di patate.

Avevo assaggiato questi maxi-ravioli in sardegna l’nno scorso e mi ero sempre promessa di imparare a prepararli.

Vi scrivo la ricetta ed allego la foto finale. Buon appetito!

Ingredienti per 6 persone

 Per il ripieno:

2 spicchi d’aglio

1 kg di patate rosse

7-8 foglie di menta

300 gr di pecorino stagionato grattuggiato

mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva

 

Per la pasta:

1 dl di acqua

300 gr di farina

1 cucchiaio di sale

Preparazione del ripieno

Bollire le patate in acqua salata, una volta cotte e raffreddate sbucciarle e schiacciarle con uno schiacciapatate; versare la purea in un contenitore e aggiungere gradatamente l’olio, l’aglio e la menta tritati molto sottili.

Aggiungere il pecorino e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciate riposare l’impasto in frigo mentre si prepara la pasta.

Preparazione della pasta

Disporre la farina a fontana su una spianatoia, aggiungere l’acqua e lavorare fino a quando l’impasto avrà raggiunto una certa elasticità che consentirà di essere stirato in sfoglie sottili.

Dopo aver steso la pasta in fogli di circa 3-4 mm di spessore, ricavare tanti dischetti di 7-8 cm di diametro (va bene ad esempio usare come stampo un bicchiere capovolto).  Unire pollice ed indice di una mano e posizionarci sopra un dischetto di pasta. Porre nel dischetto, dove c’è l’incavo tra le due dita, un cucchiaio di impasto precedentemente preparato. Con l’altra mano chiudere la pasta pizzicandola lungo i bordi, un lato per volta. Il risultato finale sarà un raviolo dalla forma tipo spiga. 

Cuocere i culurgiones in acqua salata per 5 minuti, scolarli quando vengono a galla.

Condire con burro e salvia facendo sciogliere, durante la cottura dei culurgiones,  il burro in una padella, aggiungendo 5-6 foglie di salvia e facendo attenzione a che la salvia non bruci.

Servire con parmigiano o con altro pecorino grattugiato a seconda dei gusti. 

Suggerimenti 

I culurgiones possono essere con diti anche con sugo pomodoro e basilico.

Alcune varianti della ricette, a seconda delle zone della sardegna, prevedono nell’impasto, insieme alle patate, la cipolla invece dell’aglio, precedentemente fatta appassire in padella. 

Visto che i culurgiones ricordano la forma di una spiga, una volta cotti potete disporli su un piatto da portata a spina di pesce, in modo da ottenere una spiga gigante, oppure in un piatto tondo potete creare una specie di fiore.

Gravidanza e stipsi: consigli sperimentati!

Mi sono chiesta se inviare questo post visto che l’argomento non è certo piacevole. Però ho messo da parte quell’inutile senso di pudicizia e ho cliccato su “pubblica”!

Non intendo sponsorizzare prodotti, non ci guadagno niente, mi fa solo piacere condividere una esperienza di successo! 🙂

Mezz’ora prima di colazione ho preso per 10 giorni 1 bustina di Yovis 1g fermenti lattici sciolta in succo di frutta a pera a temperatura ambiente.

A colazione sto mangiando latte appena tiepido con i bastoncini di fibre Kellog’s All Bran e 4 prugne secche Sunsweet messe in ammollo in acqua dalla sera precedente.

Certo per me passare dalla colazione con i frollini al cacao e gocce di cioccolato ai bastoncini di crusca è stato un trauma, ma se mi evita le coliche direi che il sacrificio vale la pena!

Diciassettesima settimana – le mie compagne di stanza

Durante la mia degenza in ospedale, quando sono stata trasferita dalla sala parto al reparto ginecologico (vedi post del 22 maggio 2010),  ho avuto la fortuna di trovarmi in stanza con altre ragazze della mia età o poco più grandi ed ero l’unica, di sei, ad essere in gravidanza; le altre lo erano state e avevano perso il bambino da poco, chi in un modo chi nell’altro 😦

Accanto alla nostra stanza erano ricoverate le neo – mamme e due o tre volte al giorno vedevamo passare in corridoio nelle cullette i loro neonati per l’allattamento. Ogni volta che sentivo i vagiti dei piccoli mi chiedevo cosa stessero pensando le mie compagne di stanza, chi in attesa di un raschiamento, chi di una operazione un po’ più complicata che rischiava di degenerare in isterectomia…

Devo dire che in più di una occasione hanno mostrato molta sensibilità nei miei riguardi pensando che i loro discorsi, legati alle loro recenti brutte esperienze, potessero mettermi ansia o comunque rattristarmi. A dire il vero certo non mi rallegrava sentire come avevano perso il bambino, chi alla ottava settimana, chi al quarto mese…, mi dispiaceva per loro e cercavo di non ostentare la mia gravidanza.

Nonostante tutto le mie compagne di stanza erano molto più gioviali e predisposte al sorriso delle neo – mamme nella stanza a fianco. Mi sono chiesta perché! Strano, vero? Se mi avessero chiesto di scegliere a scatola chiusa in quale stanza andare, in quella delle neo-mamme o con cinque donne che mamme non lo erano più, avrei scelto di sicuro la prima. Ed avrei sbagliato!

Nella sofferenza di ognuna di loro c’era la speranza e la forza di ricominciare, la gioia di sapere che a casa c’era un altro figlio/a ad aspettare la loro mamma o, comunque, la consapevolezza che la vita è fatta anche di brutte esperienze ma che vale la pena di essere vissuta col sorriso.

Grandi! In bocca al lupo!

Diciassettesima settimana – l’amniocentesi e poi…

“Il bambino è buono è la mamma che fa casini”

Ciao a tutti, sono tornata! Vi chiederete “da dove?”…

Lunedì scorso mi sono sottoposta all’amniocentesi in un noto ospedale di Roma, alle 8 del mattino ero lì, puntuale come un orologio svizzero, accompagnata da mio marito; alle ore 10 è arrivato il mio turno, ero la quinta mamma di sei…

Ero un po’ preoccupata per il rischio connesso all’esame in sé ma i dottori mi hanno subito messo a mio agio, inoltre il mio ginecologo era stato tanto premuroso da venire ad assistere al mio esame e questo mi tranquillizzava.

Ed eccomi allora sdraiata sul lettino con la pancia scoperta che guardavo il monitor dell’ ecografo…Pallino si muoveva a desta e a sinistra ed apriva e chiudeva le braccia e le gambine…ed io cercavo telepaticamente di suggerirgli di stare fermo; appena i dottori hanno cominciato a cospargermi la pancia di quel disinfettante giallognolo, Pallino si è tutto rannicchiato sul lato sinistro lasciando tanto, ma tanto spazio per infilare l’aghetto (di 5-6 cm) nella mia pancia.

Il prelievo è stato rapido ed indolore, ho sentito solo una piccola puntura sulla pancia e subito dopo una seconda puntura che ha creato dentro di me un rumorino come quando si buca un palloncino d’acqua. L’esame in totale è durato meno di 10 minuti perché Pallino è stato tanto buono da mettersi subito da un lato, fermo, in attesa che l’ago uscisse dalla sua casetta.

L’infermiera mi ha pulito dal disinfettante in eccesso e mi ha mandato in una saletta, con le altre mamme, dove sarei dovuta rimanere sdraiata un’oretta prima di essere dimessa.

Uscendo dalla sala prelievi avevo anche tranquillizzato mio marito che era tutto ok, così lui si è allontanato per un’oretta per motivi di lavoro, poi sarebbe passato a prendermi appena dimessa.

Nella saletta con le altre mamme abbiamo cominciato a parlare del più e del  meno, tra una telefonata e l’altra a genitori e parenti per tranquillizzarli sul buon esito dell’esame in sé. Dopo meno di un quarto d’ora che ero lì ho cominciato a sentire delle fitte, via via più intense, prima all’altezza dei fianchi, poi più in basso e poi si sono concentrate sul lato sinistro dell’addome, tra il rene ed il pube…Al che mi sono alzata con cautela per avvertire il medico…sono arrivata fuori alla sala prelievi giusto in tempo per … svenire! Non ero mai svenuta finora!

Mentre riprendevo conoscenza sentivo i medici che cercavano di contattare il mo ginecologo e che si informavano con una certa animosità sulla disponibilità della sala parto! Io ero molto confusa, tremavo e sudavo allo stesso tempo e non riuscivo a stare distesa sul lettino per i forti dolori addominali. Le due infermiere cercavano di tenermi ferma per infilarmi l’ago-cannula su un braccio – per farmi flebo di antidolorifici e antiinfiammatori – e per prelevarmi il sangue sull’altro.

Nel delirio io chiedevo di recuperarmi la borsa nella saletta di attesa dove avevo il cellulare per avvertire mio marito…

Nel frattempo era arrivato il mio ginecologo e le infermiere hanno cominciato a cercare anche mio marito nella sala di attesa nella speranza fosse rientrato (non volevano che lo avvertissi al telefono per non farlo spaventare inutilmente).

Ho un ricordo confuso di cosa sia successo nella stanza e di quanto tempo sia passato…ad un certo punto è arrivato mio marito…io non avevo la forza di parlare, ricordo solo di avergli chiesto di chiamare mia madre, pensavo di morire, sul serio (che stupida!)…non so se poi l’ha chiamata, credo di no.

Tutti in quella stanza, medici e infermieri, erano preoccupati che avessi contrazioni uterine dovute all’amniocentesi…poi hanno supposto che fosse una colica renale perché il dolore arrivava dal fianco sinistro e mi faceva male la schiena…”In trent’anni di esperienza non ci è mai capitata una coincidenza così: una colica in concomitanza ad una amniocentesi”, dicevano i due dottori che mi hanno fatto il prelievo del liquido amniotico.

Nel frattempo si era liberata la sala parto! Ma allora era vero!?!? Volevano portarmi in sala parto?!?! Aiuto?!?! Mica dovevo partorire?!?! Sentivo tutto ma non riuscivo a chiedere il perché! Verso le 16 le coliche sono finalmente terminate, mi sono sentita meglio ed ho anche capito che ero in sala parto solo perché… non c’era un altro posto libero in reparto…

Hanno permesso a mio marito di starmi vicino, tutto bardato di cuffietta, camice e copri scarpe sterili.

Quando è passato il dottore che mi aveva fatto l’amnio gli ho chiesto come stava Pallino e lui ha risposto: “Il bambino sta bene ed è buono, è la mamma che fa casini!”

Mi ha strappato un sorriso!

Verso le 18 mi hanno trasferito in reparto, perché si era liberato un posto letto; sono rimasta in ospedale 4 giorni in osservazione, i dolori che ho avuto sono stati causati da una colica addominale e non hanno niente a che vedere con l’amnio…meno male! Pallino sta bene e la sua mamma pure, anche se fa sempre casini!

Sedicesima settimana

Continuo a sentire nello stomaco quella sensazione di “acquario” con i pesciolini… “pallino” comincia a muoversi appena io mi fermo.

I miei capelli sono diventati più morbidi ed ho l’impressione, piacevole, che la crescita dei peli superflui sia rallentata.

Ancora si riconosce la differenza tra la vita e i fianchi, forse tra un po’ sembrerò quasi uno scaldino a gas.

“Pallino” ancora non mi ha fatto capire con certezza se è maschietto o femminuccia e dovrebbe pesare circa 130-140 gr a fronte dei miei 61 (+ 4kg dal peso di partenza)!