Ceci e zucchine

Ecco una ricetta facile facile, buona anche fredda. E’ propriamente un contorno ma, a mio avviso, può anche sostituire un secondo. Per 4 persone ho preso 2 zucchine medie a testa ed un baratto di ceci valfrutta precotti da 300gr. Ho fatto soffriggere leggermente una cipolla bianca piccola in un pò d’olio di oliva extravergine e poi ho aggiunto le zucchine a rondelle, un pò di acqua e mezzo dado star (quello “classico”) ed ho lasciato cuocere le zucchine tenendo il tegame coperto per 5 minuti a fuoco medio. Poi ho aggiunto i ceci e, dopo 5 minuti ho aggiustato di sale (il dado è già salato di suo) ed ho aggiunto un pò pepe. Ancora 5 minuti di cottura ed il piatto è pronto!

Fare il pane è un lavoro “scostumato”

Sarà che ancora mi scorre nelle vene un pò di sangue partenopeo ma ho davvero goduto del dialetto napoletano parlato ad Ischia durante il mio soggiorno nell’isola. Tutti intorno a me parlavano o napoletano o tedesco, anche i venditori ambulanti parlavano una specie di napoletano. In particolare mi ha fatto sorridere una frase di una signora che ci raccontava di avere un panificio con vendita al pubblico e che si dedicava 7 giorni su 7 a questo esercizio commerciale. “Fa’ o’ pane è nu lavoro scostumato, e pensà sul a iss, nù può fà ati cos’” (traduzione non letterale: fare il pane è un lavoro molto impegnativo che non ti consente di fare altro). Era tanto che non sentivo usare l’aggettivo “scostumato” in questa accezione e mi è suonato così nostalgicamente simpatico…

Nuvola di spine

Passeggiando per le viuzze ischitane ho “rubato” questa foto che ho intitolato “nuvola di spine”. Sarà che ho un a passione per le piante grasse ma non ho resistito.

Allora mi sono ripromessa di concimare tutte le mie piantine in modo che crescano belle come queste della foto…

Mi manca poi il villone col giardino in cui esporle…ma questo è un dettaglio, una cosa per volta!

Ventunesima settimana

Cosa sento io…

Siamo a 5 mesi di gravidanza e la pancia comincia a farmi sentire un po’ goffa ed impacciata, quando cammino mi sento un po’ una papera uscita dall’acqua con le piume tutte appiccicate.

Le gambe non sono ancora gonfie (e spero non lo siano anche dopo) ma mi sembra che le dita dei piedi stiano diventando palmate…ho l’impressione che si muova solo l’alluce e le altre vengano trascinate per inerzia dal movimento di questo. Le mani, invece, funzionano ancora come prima e porto ancora la fede ed i miei anelli.

Ho acquistato peso, direi molto peso (+7 kg), tutto concentrato su pancia, seno e fianchi.

Non sopporto più le scarpe chiuse, ad esempio quelle da ginnastica, un po’ per il caldo e un  po’ perché mi sento soffocare il piede, che mi richiede scarpe aperte e basse.

Ho letto che in questo periodo il fondo dell’utero ha raggiunto la parte alta dei fianchi e le ossa del bacino si stanno allargando per far posto al bambino. Anche la gabbia toracica si sta allargando per fare spazio ai polmoni.

Come cresce Pallino…

Il piccolo cresce e comincia pure a far sentire qualche piedino (credo)…resta di fatto che se sto a lungo sdraiata su un fianco ad un certo punto sento una fitta dal lato su cui sono sdraiata e se passo la mano sulla pancia sento un bozzo non meglio identificato che spinge, quasi a chiedermi di mettermi dritta.

A questa settimana dovrebbe essere quasi 4 etti per circa 15-20 cm di lunghezza…lo sapremo con certezza la prossima settimana dopo la ecografia morfologica.

Gli stanno crescendo le sopracciglia, le ciglia e i capelli sulla testa…forse a breve comincerà la famosa acidità di stomaco che mi farà mangiare meno (spero…).

Devo scegliere una canzoncina o una fiaba da fargli ascoltare perché in questo periodo il piccolo è ormai in grado di sentirmi: potrebbe essermi utile quando, dopo la nascita, sarà nervosetto. Alcuni studiosi dicono che un lattante succhia di più dal seno della mamma quando sente storie o musiche che ha ascoltato quando si trovava nel ventre materno. Vedremo…

Il sesso del nascituro

E’ ufficiale, è un maschietto! I risultati della amniocentesi confermano quanto avevo sbirciato io nella ecografia di fine aprile e che i medici non hanno voluto/potuto confermare nemmeno durante l’ecografia di maggio…

Che dire? Sarà vedo che una mamma vede e sente quello che gli estranei non vedono e sentono?

Parte, pertanto, il toto-nome. Mio marito ed io abbiamo già un nome che ci frulla per la testa ma mi piacerebbe allargare il paniere da cui scegliere.

“Bambini, non fate i giochi violenti che mi stizzo e vi prendo a botte!”

A regalare questa perla di saggezza è stato un papà napoletano dei quartieri altolocati, uno di quelli che non parlano il dialetto e non vogliono che i figli lo imparino.

La scena è la seguente: lui sdraiato su un lettino in piscina, fisico asciutto e costume e ciabatte rigorosamente di marca. La moglie, al centro benessere a farsi massaggiare le natiche immersa nel cioccolato fuso, gli  aveva lasciato il compito di fare la guardia ai figli, due bimbi vivaci di circa 5 o 6 anni.

Ad un certo punto i due bimbi hanno cominciato a rincorrersi in piscina per disputare un match di wrestling in acqua. E’ stato proprio a questo punto che l’uomo, senza alzarsi dal lettino ha cominciato a “stizzirsi” in silenzio ed in modo molto composto ha detto la mitica frase, sicuramente ispirata alla non – violenza del mahatma Gandhi, a quella stessa non –violenza a cui cerca di educare i figli: “Bambini, non fate i giochi violenti che mi “stizzo” e vi prendo a botte!”.

Che pensate? I bambini si sono intimoriti e si sono disposti in religioso silenzio sul bordo piscina? Ovviamente hanno continuato a fare a botte nell’acqua e nel frattempo io li guardavo e pensavo a quanto si stesse stizzendo il papà sul lettino…

Mamma da grande voglio diventare lo stregone delle wings!

A dirlo oggi in piscina un bimbo di 4-5 anni, Alessandro. Confesso di non sapere chi sia lo stregone delle wings ma quello che mi ha colpito è realizzare come sono cambiate le aspirazioni e i modelli dei bimbi. A dire il vero non so quando ci sia stato questo cambiamento di rotta, fino a qualche mese fa, anche se ero circondata da bambini, non li ascoltavo. Ora è come se mi fossero spuntate le antenne radio, sento solo i bambini in mezzo ad una processione di adulti.

Quando ero piccola ricordo che volevo fare la ballerina come Heather Parisi e mia nonna mi diceva che era un mestiere disdicevole perché le ballerine stavano con  “tutto fuori”, ovvero mezze nude…infatti poi sono diventata ingegnere. I miei coetanei maschietti volevano fare i poliziotti o i pompieri…mai ho sentito qualcuno che volesse fare lo stregone.

Ma poi le wings non sono delle ragazzine mezze nude? Che c’entra uno stregone con loro? Mah, devo ancora informarmi bene sulla faccenda per avere delle risposte credibili e convincenti quando anche mio figlio dovesse malauguratamente confessarmi che vuole diventare lo stregone delle wings!

Sapete che cos’è la sudamina?

Io non l’avevo mai sentita, ma l’avevo vista, l’ho sentita chiamare volgarmente “sfogo di sudore”…

Ho letto una rivista dal parrucchiere e ho imparato, sfogliando tra le mille e mille pubblicità di smalti, scarpe e rossetti che la sudamina è quell’ irritazione della pelle del neonato (fino a 2 anni di età circa), dovuta ad una eccessiva produzione di sudore che non riesce ad evaporare perchè, ad esempio, il bambino è troppo coperto o si trova in un luogo chiuso, caldo e non ben arieggiato.  

Il sudore a contatto con la pelle provoca irritazioni ed infiammazioni perchè contiene acidi e sali minerali; viene trattenuto nei pori della pelle delicata del neonato e forma piccole vesciche sporgenti che rendono la pelle arrossata e ruvida al tatto. In generale l’arrossamento si manifesta sul collo, sulla nuca, all’inguine, sul sederino e sul pancino.

Come si cura?

Ho letto un articolo del prof. G. Marietti del Policlinico Gemelli di Roma che consiglia di fare dei bagnetti in acqua appena tiepida che rinfrescano la pelle e fanno scomparire l’irritazione, dopo il bagnetto la pelle deve essere tamponata delicatamente e non sfregata. Il primario consiglia inoltre di far attenzione a che le bollicine non si infettino, altrimenti occorrerebbe una pomata antibiotica…

Uff…quante cose bisogna sapere…

Se una napoletana si cimenta nei carciofi alla romana…

Ebbene sì! Ho provato a fare questi famosi carciofi alla romana; ieri ho comprato gli ultimi carciofi della stagione, ho cercato qualche ricetta su internet…ce ne erano troppe, chi usava le alici, chi i pinoli, chi il limone, chi tanto olio….alla fine ho fatto a modo mio cercando di riprodurre il sapore dei carciofi alla romana che ho mangiato qualche giorno fa a Trastevere.

Ingredienti per 4 persone:

4 carciofi col gambo lungo,

una manciata di pan grattato,

olio extravergine di oliva q.b.,

sale q.b.,

1 ciuffo di prezzemolo,

2 spicchi d’aglio,

origano q.b.,

1 ciuffo di mentuccia,

pecorino q.b.,

1 limone.

La parte più complicata è pulire i carciofi, occorre pulire bene il gambo e lasciarlo lungo ca 4 cm, poi bisogna togliere le foglie esterne più dure, tagliare le punte e, con l’aiuto di un cucchiaino, eliminare (scavando) tutta la “paglia” all’interno del carciofo, dopo averlo allargato bene con le mani. Consiglio l’uso di guanti per non annerirsi e tagliuzzarsi le mani.

Tenere i carciofi in ammollo in acqua acidulata col limone il tempo che si prepara il composto da usare per la farcitura

Tritare l’aglio, il prezzemolo e le foglie di mentuccia finemente, aggiungere il pangrattato, il pecorino ed il sale. Mescolare tutto e, con l’aiuto di un cucchiaino, farcire un carciofo per volta. Dopo averlo farcito versare un filo d’olio sulla farcitura.

Nel frattempo munirsi di una pentola con coperchio abbastanza alta da contenere i carciofi disposti a testa in giù e col gambo verso l’alto e non troppo larga in modo che i carciofi si tocchino l’uno l’altro e non caschino in orizzontale. Se la pentola che avete è troppo larga mettete dei pezzetti di patate intorno in modo da tenere i carciofi stretti.

Versare un po’ d’olio (meno di 1/2 cm) nella pentola e farlo riscaldare, poi disporre i carciofi in verticale accompagnandoli in modo che la farcitura non fuoriesca e farli rosolare a fiamma vivace per 3-5 minuti. Poi aggiungere dell’acqua fino a coprire i carciofi fino a poco sotto l’inizio dei gambi. Aggiustare di sale, aggiungere un goccio di limone e un altro poco di origano. Cuocere per 20-30 minuti a fuoco lento e col coperchio. Verificare la cottura con una forchetta (deve entrare senza difficoltà nel carciofo e nel gambo).

Ho aggiunto anche i gambi a pezzettini (le eccedenze rispetto ai 4 cm) e qualche pezzetto di patata che ho usato per decorare il piatto…ma abbiamo mangiato anche la decorazione!!

Pipi e patate

Ieri pomeriggio Pallino mi ha suggerito di preparare per cena qualcosa di veramente leggero…pipi e patate, ovvero peperoni rossi e gialli fritti con le patate.

E’ una ricetta calabrese e, anche se non si direbbe, è adatta anche in primavera – estate perché è un piatto buonissimo anche freddo.

E’ semplice da preparare, un po’ meno per chi non ama friggere e impregnare la casa ed il condominio intero di un profumo inconfondibile di peperoni e patate fritte. Fuori la porta di casa mia verso le 20 c’era la fila…

Per 4 presone ho preso 1 peperone (giallo o rosso) e 2 patate a testa.

Ho tagliato i peperoni a listarelle e le patate a fette non molto sottili, altrimenti si spappolano.

Ho fritto le patate in una padella e le lo poi messe su carta assorbente e le ho salate.

Nel frattempo ho messo in una padella più grande e col bordo alto un po’ di olio di oliva e 2 spicchi di aglio. Poi ho aggiunto i  peperoni e li ho cotti a fuoco lento per circa 20 minuti. Dopo un paio di minuti ho tolto l’aglio prima che si annerisse ed ho salato i peperoni.

Poco prima che i peperoni fossero cotti ho aggiunto 4 pomodorini pachino tagliati a metà e li ho fatti appassire con i peperoni.

Alla fine ho aggiunto le patate e 4 foglie di basilico e ho lasciato insaporire il tutto per 5 minuti.

Et voilà, le plat est prêt!